domenica 19 giugno 2016

7 Ora del tè - Il professore




Il Professore

Qualche settimana prima.

Haru e Jasper al parco. Parlavano dei riscontri che hanno avuto dalle loro prime cavie.
Hmm, senti che profumino, da dove arriva?
Orange bud, disse Haru che riconosce le diverse qualità di erba con estrema facilità.
Si girarono entrambi per capire da dove venisse. Guarda, guarda, disse Jasper attirando l’attenzione di Haru col gomito. Guarda meglio, è il professore di filosofia, andiamo.
Ma andiamo dove? disse Haru nel vano tentativo di sfuggire alla morsa di Jasper.
Non lo so, anche solo a farci vedere, ci tornerà utile, potremmo ricattarlo.
Ma io non voglio ricattare nessuno.
Herr professor, colto in flagrante, wie gets? È il saluto di Jasper. Buongiorno professore, quante passioni in comune abbiamo?
Oh, i miei due scienziati, i due geni della scuola che mi onorano della loro presenza? Mi sono sempre chiesto come mai due scienziati come voi avessero la passione per la filosofia.
Beh, è una buona occasione per parlarne direi, disse Haru accogliendo lo spinello che il professore gli passò.

Durante le fumata insieme al professore gli raccontarono il loro progetto. Il professore rimase allibito e chiese immediatamente di poter fare da cavia.

*

Il sogno del Professore

Nuovamente all’ora del tè

Il professore stava raccontando un sogno avuto dopo l'utilizzo della sostanza creata da Jasper e Haru.
Un uomo avvolto da nubi. Di fronte un portone che si apre mostrando una luce sconvolgente. Bianchissima. E, guardando meglio, una folla di persone col viso felice che vi entrano. Poi noto qualcosa, sulla destra. Poco prima del portone accanto alla luce.
È una sdraio. Mi ci stendo e mi rilasso un po'.
Questo mi racconta quella voce. Bianca anch'essa: Devi entrare, cosa stai a fare qui?!
Io, nel momento incontro dei dubbi, semplicemente non faccio nulla. Mi manca la volontà. E non mi pesa. Quando però mi arrabbio o sono in pericolo allora divento perfetto. Tutto funziona a meraviglia. Mi basta volerlo. Poi torno com'ero: tutto torna ad essere dannatamente difficile e faticoso. Allora non faccio più niente. Mi affido al caso insomma e ho notato che non mi interessa neanche tanto il risultato delle mie azioni. Godo nel mutamento. Godo nel percepire la gloriosa vittoria, godo nei capitomboli, dolorosi e ridicoli. Sento la vita e ne sono vorace. La voglio, e in tutti i modi possibili. Ho il desiderio, la necessità, di conoscere tutto ciò che ha a che fare con la vita. Poi torna tutto ad essere privo di quel principio. Manca di vita. E non m'interessano colpe: mie, di altri o del caso. È semplicemente così e io così lo vivo. Manca vita anche a me. E ora entrare in quella porta mi pare una scelta forzata e inutile perché ho avuto un piccolo dubbio. E per ora non sono intenzionato a decidere. Mi rilasso anzi che ne ho proprio voglia. Qualcosa succederà.
Amo terrorizzarmi meditando sul Tutto e sul Niente. Amo sentire il cuore in gola e la sensazione di cadere.
Dopo questo sogno mi svegliai con un sorriso che penso di non aver mai avuto in nessun risveglio. Ragazzi, non so cosa avete inventato, ma penso che sia molto interessante.
Durante il racconto del suo sogno lucido il pubblico presente era palesemente affabulato dal professore che condiva il suo eloquio con molte pause e sguardi verso i partecipanti all’ora del tè tanto da sembrare un pezzo teatrale. Soprattutto Maia sussultava alle parole del professore mentre Jasper arrossiva palesemente per gelosia e rabbia: quel palcoscenico è chiaro che doveva essere solo suo, esattamente come le attenzioni della sua nuova fidanzata Maia.
Il filosofo terminò il racconto della sua esperienza con la sostanza del suo sogno davanti al portone con la luce immensa: Quella luce... prosegue, Mi capitò altre volte: esaudire il desiderio e, piuttosto che esserne felice, trovarmi addosso un'ansia senza fine. Insopportabile. E quella luce mi dà quella sensazione, unita al sospetto del non ritorno. E alla fine ho avuto questo pensiero: ciò che cerco semplicemente non lo so. L'ho cercato per tutta la vita e non l'ho trovato. Ho fallito. Ora mi lascio andare, mi rassegno.
E quello che pensavo essere un terrificante giaciglio si rivelò essere un comodo e profumato letto fiorito. E finalmente trovai quella cosa che andava cercando: la rassegnazione.

*

…one, one, one. Fino a quando non arriverà quella verità che mi porterà alla piena coscienza di… ‘sto cazzo! Jasper proseguì il racconto del professore issandosi sulla poltrona facendo l’eco alle ultime parole del professore.
Cosa c’è Jasper? Perché mi prendi in giro? Soffri di protagonismo? Chiese il professore con aria irritata.
Farò finta di non aver sentito, ribatté Jasper visibilmente teso. Già è stato noioso ascoltare le tue frottole – è chiaro infatti che tu, come tutti i filosofi, hai altre mire – poiché sappiamo che spesso il ricordo dei sogni è molto romanzato, e il tono del tuo sogno è troppo epico per non pensare a ciò. Mettiamoci anche che fuori pare che ci sia il diluvio universale e da qui il tono epico: “Amo terrorizzarmi meditando sul Tutto e sul Niente. Amo sentire il cuore in gola e la sensazione di cadere”. Ma per piacere dai, volevi mettere in mostra la tua ars oratoria di fronte a noi e lo hai fatto, ma non azzardarti a dare giudizi perché qui non siamo a scuola e il tuo culo non è al riparo, ok?
Mamma mia, io avrei un tono epico? E il tuo da duro, allora? Aggiunse il professore mentre già gli altri partecipanti avevano commentato negativamente l’exploit di Jasper.
Quando fai così sei proprio un idiota, disse Maia.
Non mi pare che il professore abbia un sogno più dettagliato di quello di altri, aggiunse Haru, è probabilmente solo in grado di raccontarlo meglio degli altri e poi ti pregherei, Jasper, di evitare questi commenti.
Fate come volete, ma le frottole non ci aiuteranno sicuramente nel raccogliere dati per l’esperimento, mi avete stufato, sfigati. Disse Jasper sbattendo la porta alle sue spalle.

6 Presentazione



Guarda che meraviglia, speriamo in quest’estate perché un’altra estate di freddo e pioggia non la sopporterei. Che poi ho sentito dire che a causa dell’inquinamento ci aspettano anni di gelo, disse Jasper a Haru mentre entrambi si stavano recando a casa di Haru. Jasper camminava sul muretto adiacente la strada a volte allargando le braccia per recuperare l’equilibrio, Non so, anche a me piacciono le calde giornate estive e lo scorso anno ho patito anche io pur non essendo una lucertola come te, disse Haru guardando verso l’alto l’amico che camminava come faceva lui da bambino. Molto spesso Jasper gli ricordava un bambino, pensò ancora, Sì io adoro il caldo e più di una volta ho pensato di abbandonare queste lande desolate e senza sole, amico mio... la seguente frase fu pronunciata da Jasper saltando giù dal muretto quasi bisbigliata all’orecchio di Haru, Solo che già qui siamo notevolmente più intelligenti della media, tutti i paesi che mi vengono in mente sono posti da trogloditi; anche l’evoluzione parla chiaro: al sole si sta bene ma ci si instupidisce... ormai non c’è scelta per noi, sorellina, siamo due fottutissimi geni. Disse Jasper camminando ora a braccetto con Haru, Hai mai notato che questa parola è sempre accompagnata da un aggettivo che la vorrebbe screditare o sminuire? Disse Haru colpendo l’attenzione dell’amico.
In che senso, di che parli? Chiese Jasper.
Della parola “genio”; si dice sempre fottuto genio o mezzo genio, non hai mai notato? Al che Jasper riprese a braccetto Haru che si era intento fermato per sottolineare il suo pensiero e disse ridendo ad alta voce, Sei proprio la mia sorellina intelligente.
E comunque non piace perdermi dietro meteoropatia o peggio ancora complottismo; visto che siamo umani dovremmo, disse Haru svincolandosi dall’abbraccio sempre meno affettuoso e sempre più fastidioso (gli infilava un dito nell’orecchio, poi nel naso) di Jasper, Dovremmo adeguarci, abituarci agli sconvolgimenti del clima, o no?

Calò di colpo il silenzio mentre i due giovani si recavano da scuola a casa di Haru. Rimasero soli coi propri pensieri.
Jasper aveva l’abitudine di ricordare la storia delle strade e dei quartieri che attraversava. Due file di ciliegi in fiore li accompagnavano durante il tragitto.
Jasper guardava la pavimentazione e l’edificio adibito ad asilo prospiciente una piccola piazza con una fontana raffigurante una stele commemorativa ai caduti in guerra che spezza, con una rotonda, il viale alberato. Fu costruito durante le seconda guerra mondiale per dar coraggio a chi resisteva agli attacchi tedeschi. All’epoca la strada non era pavimentata come ora ma aveva un semplice battuto solcato da carri e dalle prime automobili. Il monumento non aveva attrattive di nessun tipo e probabilmente per questo motivo è stato sacrificato all’urbanistica. A Jasper piaceva ripassare questi dati storici in relazione ai cambiamenti della città.
Haru, guardando quei ciliegi, veniva invece sempre colpito da un leggero moto malinconico. Pensava a quei ciliegi che sono del tipo che ci sono in Giappone, i sakura. Quelli cantati nelle poesie, negli haiku, quelli per cui si sprecano feste in tutta la nazione. Anche lì hanno quest’aspetto piangente. Una bellezza che va a morire?

*

Quel giorno aspettavano il gruppo di cavie e avevano organizzato un tè a casa di Haru per presentare ai partecipanti il loro progetto.

*

Parla Jasper.
Ok eccoci qui riuniti. Faccio io le presentazioni visto che siete dei gran timidoni.
Dagli ospiti si sollevarono dei Parla per te, Ma chi te lo ha detto, col tono per nulla sostenuto ma divertito in quanto tutti conoscevano, chi più chi meno, Jasper e mai avrebbero accettato di fare da test per i suoi esperimenti se non avessero avuto fiducia nel suo genio ma soprattutto se questo genio non fosse “tutelato” da quello di Haru, su cui nessuno riponeva dubbi etici.
E dunque. Questa graziosa villetta in cui ci ritroveremo una volta a settimana fino a quando non ci sarete più utili è la casa di Haru che ringraziamo tutti ora per non dover perdere tempo in inutili pompini dopo. A proposito, chi fra le donzelle volesse ripagare me e Haru dal continuo apporto che diamo alla comunità ricordi che il pompino non è mai abbastanza ma è un buon inizio.
Jacob lo studente del professore cominciò a ridere con una risatina che mal si confaceva al suo testone quadrato, pensò Jasper, Maia, la ragazza che sembrava una scappata di casa – come la vedeva Haru – continuava a stuzzicarsi il labbro esponendo un sorriso malizioso nei confronti di Jasper mentre il professore di filosofia si girò verso Haru chiedendogli, Ma farà così sempre? Purtroppo sì, fu la risposta comunque divertita di Haru.

Dopo il solito show di Jasper, Haru cominciò a servire il tè mentre il Lord con tono affettato sottolineò l’ottima scelta dell’Earl Grey da parte di Haru, E in questo il Giappone e l’Inghilterra possono dirsi simili, giusto?
Nessuno raccolse l’osservazione del Lord che sembrava non aver a che fare con tante persone da molto tempo; fuori luogo come sempre.
Cominciarono a far ciò per cui erano venuti, parlare cioè dei loro sogni. Di come si sono abituati poco per volta. Al muoversi. Al venir trasportati da un sogno all'altro.
Ci sono persone che riescono a controllare i sogni e a interagire con gli stessi, col mondo reale.

È una rinascita, poco per volta ti si svela un mondo.
C'è chi pensa che ci possa essere un contatto tra i mondi dei sogni di tutti.
In che senso?
Ti spiego, c'è chi pensa che vagare nel modo giusto possa portare il pensiero a incontrare quello di un altro.
Capisci a cosa possa portare una cosa del genere su grande scala?
Tra qualche anno?
Una corsa al potere per quel mondo.
Una ricerca di pace e serenità.
Potremmo essere intoccabili o ci toccherà ancora subire il prossimo? Disse infine il professore.

Togliete l’erba a quell’uomo per carità quante stupidaggini, disse Jasper per canzonare il professore, invito come quello del Lord non raccolto da nessuno.
In certe situazioni, pensava Haru dopo un furtivo sguardo verso il Lord e Jasper, entrambi finiscono per isolarsi nel tentativo di isolare o schernire il prossimo, una ricerca di attenzioni la loro assolutamente identica nonostante siano due personaggi così lontani.
Jasper un discorso del genere non sarebbe mai disposto neanche ad ascoltarlo poiché al suo superficiale giudizio (sanno tutti che è solo una facciata) nessuno al mondo è al suo livello; figuriamoci un essere viscido come il Lord. Però, anche il Lord aveva colto quanto osservato da Haru. Conosceva infatti – suo malgrado – tutte le sfumature dell’asocialità. Ma cosa, nello specifico, lo mette in comune ad un ragazzo parecchio più giovane di lui e così diverso? Così poco rispettoso nei confronti di persone, istituzioni e patria? Bah…


*

sabato 16 aprile 2016

5 Uomini o bandiere



Shh, guardalo, si trasforma quando guarda il tennis, che poi guarda spesso vecchie partite. Hey Michael Chang ti ho portato un vero hooligan, altro che il tuo tennis da signorine, dice Jasper rivolgendosi a Haru intento a guardare un vecchio incontro di Wimbledon, Buongiorno James, sta bene?
Ciao Haru, appassionato di tennis? Io lo guardo solo quando giocano la Davis o quando c’è Murray, insomma quando c’è un inglese che gioca. Ma a parte rari casi mi annoia molto, sono sempre fermi...
Jasper, Chang è un americano di origini cinesi non giapponesi, puntualizza Haru; sig. James, sono sempre stato anch’io un tifoso di calcio ma lo sono sempre meno. A me del calcio piace esclusivamente il gioco, la tattica, i gesti atletici, tutto il resto non mi interessa.
Vorrebbe dire che lo trova ridicolo, che gli fa schifo e che lo trova uno sport per bestie, non ti far fregare dai suoi modi, lui ti disprezza anche forse più di me, solo che non è mica un selvaggio come me o un hooligan ignorante come te, dice Jasper ricevendo una manata sulla fronte dal Lord, Che vuoi che mi interessi? Il tuo amico è rispettoso e piacevole non è mica una fastidiosa zecca come te; perché non mi vai a preparare il nuovo carico mentre io chiacchiero con Haru, Yes my Lord! Scatta sull’attenti Jasper, Che carico? Chiede Haru a Jasper con l’aria infastidita, Hai presente tutto ciò che abbiamo fatto tre notti fa?

Il pensiero di Haru passa alla nottata in cui insieme a Jasper avevano preparato le ultime dosi seguendo l’ultima ricetta “quella definitiva” come si dissero entrambi. Erano nella tavernetta accanto alla camera dove giace la madre di Haru e preparavano le dosi guardando un concerto dei Queens of the Stone Age, uno dei pochi gruppi di cui nutrivano una passione identica, E per quale motivo dovremmo dare tutto a James?
Perché il Lord ha intenzioni serie, sai? Fidati, appena questo cimelio di nobiltà si leva dalle palle ti spiego; arrivo subito voi non vi divertite troppo, eh?
Dì ragazzo, per quale squadra tifi? Chiede il Lord sedendosi sul divano proprio accanto a Haru che di riflesso si allontanò leggermente per evitare il pungente e scadente profumo di crema da barba che utilizza in grandi quantità, mentre il Lord era in attesa di una risposta per lui accettabile, con gli occhi madidi e la fronte aggrottata di speranza.
Manchester United signor James, spiacente.
Ma perché, cazzo? Troppo facile ragazzo, troppo facile! Immagino che fosse stata una scelta imposta per un immigrato…
Signor James non sia ingenuo, mio padre non aveva nessuna necessità di farsi ben volere e lei lo sa bene. Era semplicemente un tifoso di George Best.
Oddio il quinto Beatles, lo chiamavano, oltre il danno la beffa, per chi li ha conosciuto davvero i Beatles. Dal seminterrato giunge la voce di Jasper, Haaaruuu, fatti raccontare, fatti raccontare! La madre si scopava Ringo Starr!
Brutto figlio di puttana, un giorno finirai ammazzato se non la finisci di dir cazzate, risponde il Lord.
Davvero ha conosciuto i Beatles?
Sì Haru, ma a quanto pare a tuo padre il sottile legame fra quinto Beatles-Liverpool-tifare Liverpool non ha funzionato.
Signor James, mio padre come me era affascinato solo ed esclusivamente dal gesto atletico; quello di tifare una squadra per motivi ideologici o politici è qualcosa che non ci appartiene e, a mio modesto modo di vedere, è quello che rovina il calcio. L’interesse è dato dalle vicende extracalcistiche, dai gossip, dalle dispute sulle decisioni arbitrali, le risse.
Perché queste cose non ci sono ovunque? Chiede il Lord con tono leggermente sostenuto.
Assolutamente no. Nel tennis tutto ciò è quasi inesistente. L’arbitro può anche sbagliare, ma è raro e la tecnologia ha eliminato quasi la possibilità di errore. Vince chi è più forte durante la partita, le recriminazioni nel calcio sono invece all’ordine del giorno. Vede, guardi il viso di quel giocatore.
È preso male. Dice strabuzzando gli occhi il Lord.
Bravissimo. E pensi, siamo in uno degli stadi più grandi al mondo. Tutta l’attenzione del pubblico concentrata su due giocatori. Uno è perfettamente a suo agio nella situazione e riesce a commutare i fattori di stress in stimoli in più…
Haaaruuu! parla semplice che sennò ci sviene in salotto! Grida Jasper dal seminterrato.
Taci figlio di una cagna e muoviti piuttosto! Ribatte il Lord che sta intanto sudando dalla fronte, Insomma, uno è preso bene e l’altro è preso male, giusto?
Esattamente James.
E quanto la fate difficile voi cervelloni, ma continua pure.
Bene. Questo giocatore è sotto di due set e sta per perdere la partita ma so già – è una vecchia partita – che vincerà. Tutti i fattori di stress riuscirà a trasformarli in stimoli per la sua rivalsa. E come accade questa cosa è un avvenimento simile alla magia. A me piace questo del tennis. La società, a mio parere, è strutturata in modo tale che ognuno di noi viva come se fosse un calciatore. Il singolo individuo non conta più ma conta prima la bandiera che rappresenta, mi sono spiegato?
Si sentono i passi di Jasper che sta uscendo dal seminterrato.
Per te è più importante l’uomo delle bandiere? Azzarda il Lord concentrato alzandosi dal divano seguendo il movimento di Haru, Esattamente James, Cazzo hai ragione: prima l’uomo e poi le bandiere… prima l’uomo e poi le bandiere, non l’avevo mai vista da questo punto di vista. Ma cos’è un uomo senza bandiera? Dice il Lord mentre sposta infastidito il braccio di Jasper che, appena arrivato, si era appoggiato sulla spalla del Lord.
Cos’è un uomo senza bandiere? Ripete Haru indeciso sulla risposta.
Arriva, fortunatamente per Haru, Jasper che lo solleva da una risposta imbarazzante, Ehi Lord guarda che se ti tatui questa frase devi poi pagare i diritti a Haru. Dice Jasper porgendo la grossa di plastica nera.
Tu dovresti far meno l’idiota e dare più ascolto al tuo amico invece, è un ragazzo davvero intelligente e la sa usare l’intelligenza, non è un cazzone come te…e dio santo, mettiti dei pantaloni o per lo meno dei boxer, sei indecente con quelle mutandine! 
Haru cerca comunque di rispondere al Lord, Nel calcio è impossibile avere una passione senza dover avere a che fare coi discorsi da bar, sei costretto ad appassionarti di tutta la storia di una squadra come fosse una fede e le bandiere poi non esistono più, non puoi più seguire una squadra perché ci gioca un calciatore perché domani potrebbe giocare per un’altra squadra. Signor James, capiamoci, è da stupidi paragonare uno sport individuale come il tennis ad un gioco di squadra come il calcio ma sempre di sport e passioni si parla e semplicemente ciò che mi piaceva del calcio oggi è pressoché inesistente. Io ad esempio sono un tifoso, posso dire davvero che adoro..., Eccolo ora parte a parlare del suo amore Roger, interviene Jasper incrociando le mani e alzando il piede destro come una bimbetta emozionata e porgendo un grosso sacco nero al Lord.
Siete a casa mia, e va bene che entri ed esci come fosse casa tua ma di questa cosa dobbiamo ancora parlare, ok? Dice Haru lanciando un’occhiataccia a Jasper scrutando immediatamente il grosso sacco con aria interrogativa.
Sei proprio un delinquente, non hai parlato prima col tuo socio? Ribatte il Lord, Finiamo il nostro discorso Haru e poi parliamo tranquilli di affari, ok? Sei quindi un fan di Federer immagino visto che vedo che sussulti e ti giri a guardarlo ogni volta che fa un punto?
Esatto signor James, ed è questa la differenza col calcio in cui non mi è più possibile appassionarmi. Le squadre non rappresentano più nulla, i giocatori sono mercenari. Anche il suo amato Liverpool mi pare che sia di proprietari americani, no? e il suo patriottismo dunque?
Lasciamo perdere, dannati yankee; una ferita che brucia ancora, e non posso proprio darti torto.
Guardi, guardi ora, dice Haru al Lord.
Fantastico, da sotto le gambe! Un trucco da giocoliere! Aggiunge il Lord commentando un colpo di Federer.
Si chiama, tweener. Non l’ha inventato lui ma nessuno lo ha mai giocato bene come lui. Lo vede che personaggio?
Sembra un ragioniere, dice il Lord a mezza voce.
Ed è questo il bello. Questo che sta vedendo è il Pelè, il Maradona del tennis per intenderci, ma non c’è spocchia nei suoi modi. È semplicemente pervaso dallo spirito...Ecco che spuntano gli spiriti Lord, la mia sorellina devi capire che si è portato dal Giappone tutti gli spiriti del sol levante, non lo ammetterà mai ma vede spiriti ovunque.
E perché vergognarsene? Perché ogni cosa che passa dalla tua bocca deve diventare motivo di scherno? Stai parlando con un religioso ragazzo, modera le tue burle. Sappi che ogni domenica io e mia madre andiamo in chiesa, quindi stai attento a come parli.
Il Lord con la mamma in chiesa ogni domenica?! Haru, hai sentito? Dai cazzo, se fossi umano ti verrebbe da ridere anche a te, ti prego Lord non ci raccontare troppe cose di te che siamo sensibili noi. Jasper tratteneva le lacrime a fatica ed è chiaro che si stava impegnando davvero; questa visione fece traballare parecchio il self control di Haru colto anche lui dalla risata contagiosa dell’amico.
Sei un inguaribile idiota, non c’è proprio niente da fare, dice il Lord rosso in viso.
Signor James, lei gli dà troppo conto. Se proprio vuole saperlo io sono una agnostico quasi ateo. Non ho divinità a cui rivolger preghiere per capirci... ma penso che esista uno spirito umano o qualcosa del genere che permea l’esistenza nei modi più disparati. Ci vuole qualcosa forse per richiamarlo questo spirito. Lo guardi signor James, non ha tic, come quasi tutti i giocatori, è pacato, non è preso da quella rabbia agonistica che hanno certi sportivi. Quando lo vedo mi viene da pensare semplicemente che sia silenziosamente posseduto da uno spirito che guida tutti i suoi movimenti. Non ha un carattere particolarmente forte e difatti di questo lo accusano ogni volta che perde, ma semplicemente, quando non gli funziona quella cosa, quello spirito che lo guida, smette di essere quel che è e rimane un ottimo giocatore ma neanche paragonabile al campione che tutti ammirano. Guardi che roba!!!
Caspita!
Hai visto brutto verme? In un attimo questo ragazzo, che a dir il vero non ho mai sentito parlare così tanto, mi ha appassionato ad uno sport che fino a ieri non ho mai capito.
Lord, se dovessimo appassionarti a tutte le cose che non capisci non ci basterebbero mille vite. Perché non la finiamo di fare le pippe a Federer e parliamo di affari che sennò finisce che la mia sorellina mi fa scontare qualche tortura giapponese.
Ok, per una volta devo darti ragione perché ho alcune commissioni da fare prima di tornare a casa. Forza ditemi pure.
Lord aspetta che gli spiego i nostri accordi io sennò per come ti spieghi tu dovrei rispiegarglielo e poi non ti rimane il tempo per comprare i pannoloni per la vecchia.
Brutto figlio di...
Allora Haru, normalmente davamo a questo pover’uomo le sue normali dosi che si gestiva lui nel corso del mese, ma questo viscido balordo sai cosa si è permesso di fare? Ha venduto il nostro prodotto.
E’ gente fidatissima, dice il Lord a Haru per anticipare qualsiasi sua reazione.
E lo sai a quanto ha venduto una sola dose? Ti dico solo che una volta che avrà venduto questo sacco avremo tanti di quei soldi da poterci comprare una Bentley a testa.
A me non interessano i soldi e neanche tu mi sei sembrato mai tanto attaccato al denaro.
Si vede che non mi conosci sorellina, io non voglio altro che successo e soldi.

*

Una volta rimasti soli.

Vedi, non glielo si può dire perché le persone come lui sono come bambini, appena fai loro un complimento non capiscono più nulla, ma mi ha parlato di cosa intende fare con quel sacco e non è male come idea. A noi serve uno spacciatore e non è lavoro per il mio caratteraccio né per il tuo da gentleman… capisci? Se mantiene ciò che mi ha promesso non dovremo più dare lezioni private a quegli idioti né fare le tesi per loro per pagarci bollette e altro, dice Jasper con voce pacata ma graffiante indicando le scale che portano al seminterrato. Chiara allusione alle grosse spese che Haru deve fronteggiare per tenere in vita la madre.
Mi farebbe schifo il tuo discorso, io non ho intenzioni né interessi nel lucrare su questa cosa, ma solo capirne il funzionamento, rimane il fatto che di soldi c’è bisogno. Ammette Haru abbassando lo sguardo e tirando su il bavero della giacca come fosse entrata una folata di freddo.
Ecco un altro motivo…
Di che? Chiede Haru.
Un altro dei motivi per cui un giorno mi lascerai sorellina. Questa cosa ci può far diventare straricchi e a te chiaramente non interessa mentre a me interessa forse solo quello.
Quando pronunciava questa frase, e capitava a volte, Jasper diventava tremendamente serio.