domenica 19 giugno 2016

6 Presentazione



Guarda che meraviglia, speriamo in quest’estate perché un’altra estate di freddo e pioggia non la sopporterei. Che poi ho sentito dire che a causa dell’inquinamento ci aspettano anni di gelo, disse Jasper a Haru mentre entrambi si stavano recando a casa di Haru. Jasper camminava sul muretto adiacente la strada a volte allargando le braccia per recuperare l’equilibrio, Non so, anche a me piacciono le calde giornate estive e lo scorso anno ho patito anche io pur non essendo una lucertola come te, disse Haru guardando verso l’alto l’amico che camminava come faceva lui da bambino. Molto spesso Jasper gli ricordava un bambino, pensò ancora, Sì io adoro il caldo e più di una volta ho pensato di abbandonare queste lande desolate e senza sole, amico mio... la seguente frase fu pronunciata da Jasper saltando giù dal muretto quasi bisbigliata all’orecchio di Haru, Solo che già qui siamo notevolmente più intelligenti della media, tutti i paesi che mi vengono in mente sono posti da trogloditi; anche l’evoluzione parla chiaro: al sole si sta bene ma ci si instupidisce... ormai non c’è scelta per noi, sorellina, siamo due fottutissimi geni. Disse Jasper camminando ora a braccetto con Haru, Hai mai notato che questa parola è sempre accompagnata da un aggettivo che la vorrebbe screditare o sminuire? Disse Haru colpendo l’attenzione dell’amico.
In che senso, di che parli? Chiese Jasper.
Della parola “genio”; si dice sempre fottuto genio o mezzo genio, non hai mai notato? Al che Jasper riprese a braccetto Haru che si era intento fermato per sottolineare il suo pensiero e disse ridendo ad alta voce, Sei proprio la mia sorellina intelligente.
E comunque non piace perdermi dietro meteoropatia o peggio ancora complottismo; visto che siamo umani dovremmo, disse Haru svincolandosi dall’abbraccio sempre meno affettuoso e sempre più fastidioso (gli infilava un dito nell’orecchio, poi nel naso) di Jasper, Dovremmo adeguarci, abituarci agli sconvolgimenti del clima, o no?

Calò di colpo il silenzio mentre i due giovani si recavano da scuola a casa di Haru. Rimasero soli coi propri pensieri.
Jasper aveva l’abitudine di ricordare la storia delle strade e dei quartieri che attraversava. Due file di ciliegi in fiore li accompagnavano durante il tragitto.
Jasper guardava la pavimentazione e l’edificio adibito ad asilo prospiciente una piccola piazza con una fontana raffigurante una stele commemorativa ai caduti in guerra che spezza, con una rotonda, il viale alberato. Fu costruito durante le seconda guerra mondiale per dar coraggio a chi resisteva agli attacchi tedeschi. All’epoca la strada non era pavimentata come ora ma aveva un semplice battuto solcato da carri e dalle prime automobili. Il monumento non aveva attrattive di nessun tipo e probabilmente per questo motivo è stato sacrificato all’urbanistica. A Jasper piaceva ripassare questi dati storici in relazione ai cambiamenti della città.
Haru, guardando quei ciliegi, veniva invece sempre colpito da un leggero moto malinconico. Pensava a quei ciliegi che sono del tipo che ci sono in Giappone, i sakura. Quelli cantati nelle poesie, negli haiku, quelli per cui si sprecano feste in tutta la nazione. Anche lì hanno quest’aspetto piangente. Una bellezza che va a morire?

*

Quel giorno aspettavano il gruppo di cavie e avevano organizzato un tè a casa di Haru per presentare ai partecipanti il loro progetto.

*

Parla Jasper.
Ok eccoci qui riuniti. Faccio io le presentazioni visto che siete dei gran timidoni.
Dagli ospiti si sollevarono dei Parla per te, Ma chi te lo ha detto, col tono per nulla sostenuto ma divertito in quanto tutti conoscevano, chi più chi meno, Jasper e mai avrebbero accettato di fare da test per i suoi esperimenti se non avessero avuto fiducia nel suo genio ma soprattutto se questo genio non fosse “tutelato” da quello di Haru, su cui nessuno riponeva dubbi etici.
E dunque. Questa graziosa villetta in cui ci ritroveremo una volta a settimana fino a quando non ci sarete più utili è la casa di Haru che ringraziamo tutti ora per non dover perdere tempo in inutili pompini dopo. A proposito, chi fra le donzelle volesse ripagare me e Haru dal continuo apporto che diamo alla comunità ricordi che il pompino non è mai abbastanza ma è un buon inizio.
Jacob lo studente del professore cominciò a ridere con una risatina che mal si confaceva al suo testone quadrato, pensò Jasper, Maia, la ragazza che sembrava una scappata di casa – come la vedeva Haru – continuava a stuzzicarsi il labbro esponendo un sorriso malizioso nei confronti di Jasper mentre il professore di filosofia si girò verso Haru chiedendogli, Ma farà così sempre? Purtroppo sì, fu la risposta comunque divertita di Haru.

Dopo il solito show di Jasper, Haru cominciò a servire il tè mentre il Lord con tono affettato sottolineò l’ottima scelta dell’Earl Grey da parte di Haru, E in questo il Giappone e l’Inghilterra possono dirsi simili, giusto?
Nessuno raccolse l’osservazione del Lord che sembrava non aver a che fare con tante persone da molto tempo; fuori luogo come sempre.
Cominciarono a far ciò per cui erano venuti, parlare cioè dei loro sogni. Di come si sono abituati poco per volta. Al muoversi. Al venir trasportati da un sogno all'altro.
Ci sono persone che riescono a controllare i sogni e a interagire con gli stessi, col mondo reale.

È una rinascita, poco per volta ti si svela un mondo.
C'è chi pensa che ci possa essere un contatto tra i mondi dei sogni di tutti.
In che senso?
Ti spiego, c'è chi pensa che vagare nel modo giusto possa portare il pensiero a incontrare quello di un altro.
Capisci a cosa possa portare una cosa del genere su grande scala?
Tra qualche anno?
Una corsa al potere per quel mondo.
Una ricerca di pace e serenità.
Potremmo essere intoccabili o ci toccherà ancora subire il prossimo? Disse infine il professore.

Togliete l’erba a quell’uomo per carità quante stupidaggini, disse Jasper per canzonare il professore, invito come quello del Lord non raccolto da nessuno.
In certe situazioni, pensava Haru dopo un furtivo sguardo verso il Lord e Jasper, entrambi finiscono per isolarsi nel tentativo di isolare o schernire il prossimo, una ricerca di attenzioni la loro assolutamente identica nonostante siano due personaggi così lontani.
Jasper un discorso del genere non sarebbe mai disposto neanche ad ascoltarlo poiché al suo superficiale giudizio (sanno tutti che è solo una facciata) nessuno al mondo è al suo livello; figuriamoci un essere viscido come il Lord. Però, anche il Lord aveva colto quanto osservato da Haru. Conosceva infatti – suo malgrado – tutte le sfumature dell’asocialità. Ma cosa, nello specifico, lo mette in comune ad un ragazzo parecchio più giovane di lui e così diverso? Così poco rispettoso nei confronti di persone, istituzioni e patria? Bah…


*

sabato 16 aprile 2016

5 Uomini o bandiere



Shh, guardalo, si trasforma quando guarda il tennis, che poi guarda spesso vecchie partite. Hey Michael Chang ti ho portato un vero hooligan, altro che il tuo tennis da signorine, dice Jasper rivolgendosi a Haru intento a guardare un vecchio incontro di Wimbledon, Buongiorno James, sta bene?
Ciao Haru, appassionato di tennis? Io lo guardo solo quando giocano la Davis o quando c’è Murray, insomma quando c’è un inglese che gioca. Ma a parte rari casi mi annoia molto, sono sempre fermi...
Jasper, Chang è un americano di origini cinesi non giapponesi, puntualizza Haru; sig. James, sono sempre stato anch’io un tifoso di calcio ma lo sono sempre meno. A me del calcio piace esclusivamente il gioco, la tattica, i gesti atletici, tutto il resto non mi interessa.
Vorrebbe dire che lo trova ridicolo, che gli fa schifo e che lo trova uno sport per bestie, non ti far fregare dai suoi modi, lui ti disprezza anche forse più di me, solo che non è mica un selvaggio come me o un hooligan ignorante come te, dice Jasper ricevendo una manata sulla fronte dal Lord, Che vuoi che mi interessi? Il tuo amico è rispettoso e piacevole non è mica una fastidiosa zecca come te; perché non mi vai a preparare il nuovo carico mentre io chiacchiero con Haru, Yes my Lord! Scatta sull’attenti Jasper, Che carico? Chiede Haru a Jasper con l’aria infastidita, Hai presente tutto ciò che abbiamo fatto tre notti fa?

Il pensiero di Haru passa alla nottata in cui insieme a Jasper avevano preparato le ultime dosi seguendo l’ultima ricetta “quella definitiva” come si dissero entrambi. Erano nella tavernetta accanto alla camera dove giace la madre di Haru e preparavano le dosi guardando un concerto dei Queens of the Stone Age, uno dei pochi gruppi di cui nutrivano una passione identica, E per quale motivo dovremmo dare tutto a James?
Perché il Lord ha intenzioni serie, sai? Fidati, appena questo cimelio di nobiltà si leva dalle palle ti spiego; arrivo subito voi non vi divertite troppo, eh?
Dì ragazzo, per quale squadra tifi? Chiede il Lord sedendosi sul divano proprio accanto a Haru che di riflesso si allontanò leggermente per evitare il pungente e scadente profumo di crema da barba che utilizza in grandi quantità, mentre il Lord era in attesa di una risposta per lui accettabile, con gli occhi madidi e la fronte aggrottata di speranza.
Manchester United signor James, spiacente.
Ma perché, cazzo? Troppo facile ragazzo, troppo facile! Immagino che fosse stata una scelta imposta per un immigrato…
Signor James non sia ingenuo, mio padre non aveva nessuna necessità di farsi ben volere e lei lo sa bene. Era semplicemente un tifoso di George Best.
Oddio il quinto Beatles, lo chiamavano, oltre il danno la beffa, per chi li ha conosciuto davvero i Beatles. Dal seminterrato giunge la voce di Jasper, Haaaruuu, fatti raccontare, fatti raccontare! La madre si scopava Ringo Starr!
Brutto figlio di puttana, un giorno finirai ammazzato se non la finisci di dir cazzate, risponde il Lord.
Davvero ha conosciuto i Beatles?
Sì Haru, ma a quanto pare a tuo padre il sottile legame fra quinto Beatles-Liverpool-tifare Liverpool non ha funzionato.
Signor James, mio padre come me era affascinato solo ed esclusivamente dal gesto atletico; quello di tifare una squadra per motivi ideologici o politici è qualcosa che non ci appartiene e, a mio modesto modo di vedere, è quello che rovina il calcio. L’interesse è dato dalle vicende extracalcistiche, dai gossip, dalle dispute sulle decisioni arbitrali, le risse.
Perché queste cose non ci sono ovunque? Chiede il Lord con tono leggermente sostenuto.
Assolutamente no. Nel tennis tutto ciò è quasi inesistente. L’arbitro può anche sbagliare, ma è raro e la tecnologia ha eliminato quasi la possibilità di errore. Vince chi è più forte durante la partita, le recriminazioni nel calcio sono invece all’ordine del giorno. Vede, guardi il viso di quel giocatore.
È preso male. Dice strabuzzando gli occhi il Lord.
Bravissimo. E pensi, siamo in uno degli stadi più grandi al mondo. Tutta l’attenzione del pubblico concentrata su due giocatori. Uno è perfettamente a suo agio nella situazione e riesce a commutare i fattori di stress in stimoli in più…
Haaaruuu! parla semplice che sennò ci sviene in salotto! Grida Jasper dal seminterrato.
Taci figlio di una cagna e muoviti piuttosto! Ribatte il Lord che sta intanto sudando dalla fronte, Insomma, uno è preso bene e l’altro è preso male, giusto?
Esattamente James.
E quanto la fate difficile voi cervelloni, ma continua pure.
Bene. Questo giocatore è sotto di due set e sta per perdere la partita ma so già – è una vecchia partita – che vincerà. Tutti i fattori di stress riuscirà a trasformarli in stimoli per la sua rivalsa. E come accade questa cosa è un avvenimento simile alla magia. A me piace questo del tennis. La società, a mio parere, è strutturata in modo tale che ognuno di noi viva come se fosse un calciatore. Il singolo individuo non conta più ma conta prima la bandiera che rappresenta, mi sono spiegato?
Si sentono i passi di Jasper che sta uscendo dal seminterrato.
Per te è più importante l’uomo delle bandiere? Azzarda il Lord concentrato alzandosi dal divano seguendo il movimento di Haru, Esattamente James, Cazzo hai ragione: prima l’uomo e poi le bandiere… prima l’uomo e poi le bandiere, non l’avevo mai vista da questo punto di vista. Ma cos’è un uomo senza bandiera? Dice il Lord mentre sposta infastidito il braccio di Jasper che, appena arrivato, si era appoggiato sulla spalla del Lord.
Cos’è un uomo senza bandiere? Ripete Haru indeciso sulla risposta.
Arriva, fortunatamente per Haru, Jasper che lo solleva da una risposta imbarazzante, Ehi Lord guarda che se ti tatui questa frase devi poi pagare i diritti a Haru. Dice Jasper porgendo la grossa di plastica nera.
Tu dovresti far meno l’idiota e dare più ascolto al tuo amico invece, è un ragazzo davvero intelligente e la sa usare l’intelligenza, non è un cazzone come te…e dio santo, mettiti dei pantaloni o per lo meno dei boxer, sei indecente con quelle mutandine! 
Haru cerca comunque di rispondere al Lord, Nel calcio è impossibile avere una passione senza dover avere a che fare coi discorsi da bar, sei costretto ad appassionarti di tutta la storia di una squadra come fosse una fede e le bandiere poi non esistono più, non puoi più seguire una squadra perché ci gioca un calciatore perché domani potrebbe giocare per un’altra squadra. Signor James, capiamoci, è da stupidi paragonare uno sport individuale come il tennis ad un gioco di squadra come il calcio ma sempre di sport e passioni si parla e semplicemente ciò che mi piaceva del calcio oggi è pressoché inesistente. Io ad esempio sono un tifoso, posso dire davvero che adoro..., Eccolo ora parte a parlare del suo amore Roger, interviene Jasper incrociando le mani e alzando il piede destro come una bimbetta emozionata e porgendo un grosso sacco nero al Lord.
Siete a casa mia, e va bene che entri ed esci come fosse casa tua ma di questa cosa dobbiamo ancora parlare, ok? Dice Haru lanciando un’occhiataccia a Jasper scrutando immediatamente il grosso sacco con aria interrogativa.
Sei proprio un delinquente, non hai parlato prima col tuo socio? Ribatte il Lord, Finiamo il nostro discorso Haru e poi parliamo tranquilli di affari, ok? Sei quindi un fan di Federer immagino visto che vedo che sussulti e ti giri a guardarlo ogni volta che fa un punto?
Esatto signor James, ed è questa la differenza col calcio in cui non mi è più possibile appassionarmi. Le squadre non rappresentano più nulla, i giocatori sono mercenari. Anche il suo amato Liverpool mi pare che sia di proprietari americani, no? e il suo patriottismo dunque?
Lasciamo perdere, dannati yankee; una ferita che brucia ancora, e non posso proprio darti torto.
Guardi, guardi ora, dice Haru al Lord.
Fantastico, da sotto le gambe! Un trucco da giocoliere! Aggiunge il Lord commentando un colpo di Federer.
Si chiama, tweener. Non l’ha inventato lui ma nessuno lo ha mai giocato bene come lui. Lo vede che personaggio?
Sembra un ragioniere, dice il Lord a mezza voce.
Ed è questo il bello. Questo che sta vedendo è il Pelè, il Maradona del tennis per intenderci, ma non c’è spocchia nei suoi modi. È semplicemente pervaso dallo spirito...Ecco che spuntano gli spiriti Lord, la mia sorellina devi capire che si è portato dal Giappone tutti gli spiriti del sol levante, non lo ammetterà mai ma vede spiriti ovunque.
E perché vergognarsene? Perché ogni cosa che passa dalla tua bocca deve diventare motivo di scherno? Stai parlando con un religioso ragazzo, modera le tue burle. Sappi che ogni domenica io e mia madre andiamo in chiesa, quindi stai attento a come parli.
Il Lord con la mamma in chiesa ogni domenica?! Haru, hai sentito? Dai cazzo, se fossi umano ti verrebbe da ridere anche a te, ti prego Lord non ci raccontare troppe cose di te che siamo sensibili noi. Jasper tratteneva le lacrime a fatica ed è chiaro che si stava impegnando davvero; questa visione fece traballare parecchio il self control di Haru colto anche lui dalla risata contagiosa dell’amico.
Sei un inguaribile idiota, non c’è proprio niente da fare, dice il Lord rosso in viso.
Signor James, lei gli dà troppo conto. Se proprio vuole saperlo io sono una agnostico quasi ateo. Non ho divinità a cui rivolger preghiere per capirci... ma penso che esista uno spirito umano o qualcosa del genere che permea l’esistenza nei modi più disparati. Ci vuole qualcosa forse per richiamarlo questo spirito. Lo guardi signor James, non ha tic, come quasi tutti i giocatori, è pacato, non è preso da quella rabbia agonistica che hanno certi sportivi. Quando lo vedo mi viene da pensare semplicemente che sia silenziosamente posseduto da uno spirito che guida tutti i suoi movimenti. Non ha un carattere particolarmente forte e difatti di questo lo accusano ogni volta che perde, ma semplicemente, quando non gli funziona quella cosa, quello spirito che lo guida, smette di essere quel che è e rimane un ottimo giocatore ma neanche paragonabile al campione che tutti ammirano. Guardi che roba!!!
Caspita!
Hai visto brutto verme? In un attimo questo ragazzo, che a dir il vero non ho mai sentito parlare così tanto, mi ha appassionato ad uno sport che fino a ieri non ho mai capito.
Lord, se dovessimo appassionarti a tutte le cose che non capisci non ci basterebbero mille vite. Perché non la finiamo di fare le pippe a Federer e parliamo di affari che sennò finisce che la mia sorellina mi fa scontare qualche tortura giapponese.
Ok, per una volta devo darti ragione perché ho alcune commissioni da fare prima di tornare a casa. Forza ditemi pure.
Lord aspetta che gli spiego i nostri accordi io sennò per come ti spieghi tu dovrei rispiegarglielo e poi non ti rimane il tempo per comprare i pannoloni per la vecchia.
Brutto figlio di...
Allora Haru, normalmente davamo a questo pover’uomo le sue normali dosi che si gestiva lui nel corso del mese, ma questo viscido balordo sai cosa si è permesso di fare? Ha venduto il nostro prodotto.
E’ gente fidatissima, dice il Lord a Haru per anticipare qualsiasi sua reazione.
E lo sai a quanto ha venduto una sola dose? Ti dico solo che una volta che avrà venduto questo sacco avremo tanti di quei soldi da poterci comprare una Bentley a testa.
A me non interessano i soldi e neanche tu mi sei sembrato mai tanto attaccato al denaro.
Si vede che non mi conosci sorellina, io non voglio altro che successo e soldi.

*

Una volta rimasti soli.

Vedi, non glielo si può dire perché le persone come lui sono come bambini, appena fai loro un complimento non capiscono più nulla, ma mi ha parlato di cosa intende fare con quel sacco e non è male come idea. A noi serve uno spacciatore e non è lavoro per il mio caratteraccio né per il tuo da gentleman… capisci? Se mantiene ciò che mi ha promesso non dovremo più dare lezioni private a quegli idioti né fare le tesi per loro per pagarci bollette e altro, dice Jasper con voce pacata ma graffiante indicando le scale che portano al seminterrato. Chiara allusione alle grosse spese che Haru deve fronteggiare per tenere in vita la madre.
Mi farebbe schifo il tuo discorso, io non ho intenzioni né interessi nel lucrare su questa cosa, ma solo capirne il funzionamento, rimane il fatto che di soldi c’è bisogno. Ammette Haru abbassando lo sguardo e tirando su il bavero della giacca come fosse entrata una folata di freddo.
Ecco un altro motivo…
Di che? Chiede Haru.
Un altro dei motivi per cui un giorno mi lascerai sorellina. Questa cosa ci può far diventare straricchi e a te chiaramente non interessa mentre a me interessa forse solo quello.
Quando pronunciava questa frase, e capitava a volte, Jasper diventava tremendamente serio.

sabato 12 marzo 2016

4 Motori e sangue

https://www.youtube.com/watch?v=u7SrwwT6Zps



Jasper ogni tanto sembra ad Haru come quei gatti che dopo la quiete cominciano scodinzolare nervosamente. Tirano indietro le orecchie, si acquattano contraendo muscoli e zampe ormai pronte per lo scatto. Haru, incuriosito, è rimasto a scrutare Jasper.
Vicino alla loro compagnia un gruppo di motociclisti si sta rinfrancando dal caldo.
È proprio verso questo gruppo di motociclisti che è rivolta l’attenzione di Jasper. Sentendosi lo sguardo di Jasper addosso uno di questi energumeni gli si avvicina, Cosa c’è da guardare signorina?
L’espressione di Jasper confermò ad Haru la preoccupazione di tutti.
Jasper non è un picchiatore, è piuttosto esile. E, anche se piuttosto alto, è troppo magro per incutere timore. Più di una volta i suoi amici hanno dovuto soccorrerlo perché non lo picchiassero troppo o si sono trovati a scappare insieme a lui per colpa di qualche sua bravata. Forse una persona potrebbe al massimo essere intimorita dallo sguardo da squilibrato che Jasper sfoggia sempre. Questo non è il caso del classico motociclista stereotipato grande e grosso tutto griffe Harley Davidson, gilet in pelle, pizzo e sguardo da cattivo, Com’è che dei ragazzoni grandi e grossi come voi vanno in giro ancora con moto da ritardati?
La risposta del motociclista fu un grugnito seguito dalla scena anche piuttosto divertente – solo Haru rideva, gli altri erano ancora terrorizzati e intimoriti dal finire nei guai – di Jasper che scappa correndo intorno a una panchina con l’energumeno che lo bracca, Se ti prendo ti ammazzo. Rosso in faccia – non pare abituato a correre – si gira verso gli amici motociclisti, E voi perché non bloccate questa signorina così gli diamo una lezione, se non avete sentito bene ci ha dato dei ritardati a tutti!
Detto fatto, c’è già un altro che lo tiene fermo per le braccia. Un pugno alla bocca dello stomaco e Jasper è per terra, Ti va bene che oggi non ho voglia di far l’educatore perché sennò ti romperei le ossa, hai capito? Grida nell’orecchio di Jasper tenendogli la testa per i capelli. E poi rivolgendosi agli amici, Guardate che cazzo di capelli che ha questo sfigato, non l’avevo notato!
Ora Jasper è in piedi tenuto sempre per i capelli dall’energumeno, E sentiamo un po’ perché sarebbero moto da ritardati le nostre?
Se mi lasci te lo spiego.
Ok, occhio ragazzi, che oggi ci divertiamo.
Allora, dice Jasper aggiustandosi capelli e vestiti, concentratevi ragazzoni, siete pronti?
Gli amici dell’energumeno continuano a ridere mentre qualcuno azzarda anche una sorta di simpatia nei confronti di Jasper. Haru osserva attentamente mentre gli altri amici di Jasper si tengono a debita distanza.
Cominciamo. Innanzitutto perché strapagate una moto che ha le stesse identiche caratteristiche delle altre naked? E non solo, anche gli accessori! Vieni qui Big Jim. L’energumeno di prima gli si avvicina asciugandosi il volto dalle lacrime provocate dalle risate, Arrivo capo, sto già pregustando le botte che ti prenderai dopo...Ok, ok non ti eccitare troppo però, dice Jasper facendo finta di toccargli i testicoli. Al che gli amici cominciarono a prendere in giro l’energumeno, Hey Big Jim, attento che Barbie ti sculaccia, Zitti, zitti che questo ragazzo è fantastico, è pazzo da legare, fatelo continuare.
Posso andare avanti, che sennò poi vi deconcentrate?
Prego, non era mia intenzione, risponde l’energumeno con un mal riuscito tono affettato.
Dicevo... tra l’altro queste moto hanno una coppia pressoché inesistente, e sono a dir poco scomode. Se in curva piegate troppo con questi marmittoni rischiate di cadere. E poi mi spiegate quale cazzo è il motivo di viaggiare così scomodi e lenti? Vi rendete conto che pensate di essere i più fighi tra i motociclisti mentre siete semplicemente dei ritardati anacronistici? Sapete cosa vuol dire anacronistico? No, perché siete rimasti alle elementari! E io alle elementari non sono mai stato tanto stupido. È una questione evolutiva, semplicemente non siamo della stessa razza. Siete delle scimmie di fronte ad un uomo, o se volete degli uomini di fronte ad un dio. Mi ricordate i bambini che mettevano le carte attaccate ai raggi delle loro bici per far finta di essere su di una moto vera. Mi hai capito demente?
Haru guarda tutta la scena. Sembra tutto al rallentatore così come capita quando gli eventi hanno bisogno di un’interpretazione in più rispetto alla norma. E quando c’è Jasper questa situazione capita spesso, sembra che rallenti il tempo. Gli amici dell’energumeno avevano assunto un’aria seriosa, forse consapevoli del fatto che entro breve Jasper avrebbe rischiato la propria vita, o forse erano semplicemente schifati dall’atteggiamento di un ragazzo molto più giovane di loro (erano tutti sopra i trentacinque).

Dai, dai, tu spiegami. Per cosa hai speso questi ventimila...quanto costano ‘ste merde? Dai datemi un motivo e poi uccidetemi. Cos’è questo forcellone? Qual è la sua funzione? Ce l’avete piccolo e avete bisogno di qualcosa che vi renda la virilità che tanto ostentate? Sapete cosa vuol dire “ostentare”? Non è un parolone? Non parli più Big Jim? Guardati sembri un bambino col ciuccio... buona la birra?
Sei mort…, proferisce a mezza bocca l’energumeno mentre sorseggia la birra. Ma non ha tempo di finire la frase perché Jasper spinge col palmo della mano la bottiglia violentemente nella bocca dell’energumeno.

Volarono due denti e fiotti di sangue.  

Seguì una fuga tra mille insulti, minacce e risate di Jasper finita col rombo delle moto che cercarono invano tracce del folle ragazzo, e una nottata tra mille discussioni tra gli amici comuni di Haru e Jasper che litigarono tra loro per capire se fosse eticamente giusto o sopportabile avere a che fare con Jasper e l’ultimatum di Haru a Jasper; nel caso l’amico avesse compiuto anche solo un’altra azione violenta in sua presenza le loro strade si sarebbero separate. E tutto ciò sarebbe stato incontrovertibile, le decisioni di Haru lo sono sempre, ma quella nottata fu importante e ricordata da Haru come la prima volta in cui sentì quelle parole da Jasper, quelle parole che facevano diventare Jasper tremendamente serio, e che avrebbero prodotto un’eco continuo e assordante per molto tempo: Quando un giorno ti stuferai di me, perché sappiamo benissimo entrambi che questa cosa succederà prima o poi, ti ricorderai che abbiamo una creatura, una responsabilità, come faremo? 
E in Haru la forte sensazione che l’amico abbia ragione e che sarebbe effettivamente stata colpa sua. Jasper è un vulcano. Deve esplodere e quello che sta per succedere – il loro successo – già intuisce che potrà distruggerlo, o farlo, per lo meno, mutare profondamente.